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Fernando D'Angelo
Articoli del Vice Governatore
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La sua specialità: le missioni impossibili - 1 Febbraio 2012
Lasciò il calcio, per combattere la battaglia più difficile. Ora è tornato alla sua attività abituale: cercherà di salvare dalla retrocessione il Novara Calcio, ultimo in classifica.
Emiliano Mondonico, l’allenatore che ha sconfitto il cancro e dice di essere tornato a vivere.
A giugno 2010, durante una commovente conferenza stampa, il tecnico di Rivalta d’Adda annuncia le dimissioni dall’Albinoleffe, che ha appena conquistato l’ennesima salvezza in serie B. Deve combattere una battaglia personale, per la sua vita e sopravvivenza. Il 31 gennaio dello scorso anno subisce una prima operazione. Ma non basta. Cinque mesi dopo, un altro intervento, ancora più delicato, questa volta perfettamente riuscito.
Il 14 novembre 2011 dà l’annuncio che tutti gli appassionati di calcio volevano ascoltare: «Ho sconfitto il tumore».
Il 28 gennaio 2012, pochi giorni orsono, era presente come testimonial al Convegno sul Service Nazionale “Progetto Martina” tenutosi presso l’Auditorium della UBI Banca di Brescia.
E’ stato l’ultimo ad intervenire e si è espresso con parole chiare, a volte anche forti, ma sempre accorate: “Per uno che ha passato le notti sveglio per vedere l’alba, perché quando ti assalgono i pensieri, il nuovo giorno è il massimo del futuro che ti concedi”, e continua, “Quando la morte non ti fa più paura allora più oltre c’è il coraggio di vivere”.
Grazie a noi Lions, dichiara di aver scoperto il volontariato all’età di 55 anni e di essersi reso conto che la sua vita non era reale, che a pochi passi dalla propria ovattata esistenza, c’erano alcolisti e cocainomani. “Ho iniziato a vivere dopo la malattia. Solo allora mi sono reso conto che il mondo reale mi era sconosciuto. Ho pregato Dio quando ho visto in ospedale bambini soffrire e allora mi sono chiesto perché proprio loro”.
Certi giovani di oggi si “stanno buttando via” e allora devono cambiare subito, altrimenti oggi “abbiamo passato solo una giornata diversa” e allora conclude ”domani speriamo che nevichi”.
Questo il messaggio che centinaia di studenti delle ultime classi delle scuole superiori, interessati e partecipi, hanno potuto ascoltare, “appollaiati” sui gradini dell’Auditorium al gran completo.
Accanto a loro, veri protagonisti della giornata, erano presenti il Consiglio dei Governatori Distrettuali, guidati dal CC Naldo Anselmi, tutti i VDG del Multidistretto Italy, il FIP Pino Grimaldi, il PID Domenico Messina, tanti spettatori e molti Lions.
All’inizio della mattinata si sono tenuti quattro woorkshop nei quali gli studenti, affiancati da esperti, hanno tratto le loro conclusioni, poi illustrate e sviluppate nel corso del Convegno. Qui, come in una storia Pirandelliana, il gioco delle parti prende contorni insoliti: gli attori (da oratori) diventano comparse e gli spettatori (i giovani) protagonisti.
Ci raccontano le loro storie, le loro conclusioni, lanciano a noi ed al mondo intero messaggi provocatori. Ci chiedono di non fare nei loro confronti del semplice “terrorismo” con imperativi del tipo “non devi fumare” o “non devi bere”; hanno bisogno invece che si parli loro in termini oggettivi, di ricevere risposte, di essere costantemente informati su come prevenire, combattere e sconfiggere il tumore.
Dalle loro considerazioni si comprende che in generale è apprezzato il tipo di approccio proposto e la metodologia utilizzata nel Progetto Martina
Alcuni ragazzi ci invitano ad estendere il messaggio anche agli studenti delle prime classi del liceo ed alle medie inferiori, sottolineando che forse a 18 anni è già tardi per incominciare a spiegare l’importanza di seguire delle sane regole di vita. Sono consapevoli che a 17/18 anni si può già aver acquisito cattive abitudini, perché è l’età in cui si cerca volutamente la trasgressione, per andare contro la “tradizione”, per affermare la propria personalità. Questa è l’età in cui si è sicuramente più portati ad ”infrangere che a rispettare le regole”.
I giovani imputano alla stessa società, che sponsorizza attraverso la diffusione più o meno consapevole cattive abitudini di vita, la responsabilità di comportamenti che causano gravi danni alla salute. Chiedono di essere responsabilizzati, non intimoriti o spaventati. Ci mandano un unico messaggio martellante, che non possiamo ignorare: pretendono (e non uso a caso questo verbo) sempre maggiori informazioni per meglio riconoscere la malattia e per meglio poterla combattere.
E’ Cosimo Di Maggio, ideatore del Progetto Martina, che si assume il compito, per quanto possibile, di dare delle prime risposte alle risultanze del dibattito: il Service si rivolge potenzialmente a 600.000 giovani delle ultime classi delle superiori, ma sicuramente può anche essere indirizzato ai giovanissimi, cambiando la metodologia di comunicazione ed il linguaggio, per adeguarlo alla mutata fascia di età. Condivide le affermazioni dei giovani intervenuti, affermando che il Codice Europeo del 2003 contro il Cancro non funziona perché basato su dei dictat, sul “devi fare” e sul “non devi fare”. Non serve “spaventare”, serve comunicare attivamente con chi riceve un serto tipo di messaggio.
Pino Grimaldi, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato come l’ “ignoranza genera felicità, la conoscenza genera invece ansia”. Il nostro compito deve essere quello di informare e sensibilizzare al problema dei tumori i giovani per dar loro quella conoscenza necessaria per individuare i sintomi e combattere subito l’insorgere del cancro. Una corretta alimentazione, un corretto stile di vita sono armi molto efficaci ed i giovani devono saperlo.
Noi vogliamo che non ci sia mai più un'altra Martina e allora, grazie Leo, grazie Lions, grazie strutture scolastiche, grazie istituzioni, grazie organizzatori, grazie spettatori tutti, grazie splendidi ragazzi perché ci avete dimostrato che la strada perseguita è quella giusta.
Fernando D’Angelo
VDG Distretto 108 Ia2
Genova 1 febbraio 2012
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“Una mano tira l’altra” - La Forza della Solidarietà - 21 Gennaio 2012
Sono da poco terminate le celebrazioni dell’ “Anno Europeo del Volontariato 2011” nel quale milioni di persone di tutti i paesi d’Europa, con il motto “una mano tira l’altra”, si sono impegnate ad aiutare i meno fortunati, i malati, i sofferenti, i bambini, gli anziani, le persone colpite da calamità naturali, le proprie comunità.
La vita non sarebbe la stessa senza il loro (il nostro!) operato di volontari che donano il proprio tempo con l’unico scopo di fare del bene e ricevere in cambio un sorriso.
“Non c’è fango che tenga” hanno scritto sulle magliette lo scorso 4 novembre i giovani accorsi ad aiutare gli abitanti di Genova (la mia città “martoriata” dall’alluvione), piegati, ma non domi.

Eroi moderni, gli “Angeli del fango”, protagonisti di speranza che con il loro agire hanno dato un esempio di stile di vita, di solidarietà autentica.
E’ stata definita “un’alleanza educativa collettiva”, nata spontaneamente dall’impegno dei giovani della città.
Tutto questo ci insegna che dobbiamo esaltare quei valori autentici, per ridare forza alle aspettative e alle speranze delle nuove generazioni.
E’ questo lo spirito con il quale il Governatore Gabriele Sabatosanti Scarpelli ha fortemente voluto e promosso l’organizzazione della prima edizione de “Le Giornate della Solidarietà Lions”; solidarietà intesa quale naturale sublimazione dell’attività di volontari di ogni parte del mondo.
Tanti, quasi tutti, hanno capito il messaggio trasmesso, un messaggio semplice, forte ed innovativo: lavorando “insieme” si raggiungono grandi risultati, lavorando insieme possiamo suscitare ammirazione (per gli obiettivi raggiunti, non per noi!) e quindi ottenere consensi anche da chi non ci conosce.
In tutto il Distretto 108 Ia2, da Alessandria, Tortona e Ovada a Genova, da Rapallo e Lavagna a Spezia, nei giorni del 20/21 gennaio sono stati organizzati eventi, esibizioni, spettacoli, tavole rotonde. Manifestazioni aperte alle cittadinanza, ad ingresso libero, per essere ancora più vicino alla gente, con la gente, per coinvolgerla nelle nostre attività, per testimoniare il nostro impegno a servire e ad aiutare tutti coloro che hanno bisogno, per dire GRAZIE a coloro che ci aiutano ad aiutare.

La “macchina organizzativa” ha lavorato tanto, ha superato ostacoli e problemi anche dell’ultima ora. Abbiamo dato il massimo dimostrando ancora una volta quello spirito di servizio che da sempre caratterizza l’impegno di ogni vero LIONS.
“Io ho quel che ho donato perché ho sempre amato”, scriveva Gabriele D’Annunzio.

E’ questo il nostro unico grande patrimonio, forza motrice del nostro essere la più grande associazione di volontari al mondo: l’amore e la compassione, intesa come partecipazione alla sofferenza di chi ci circonda, che abbiamo per gli altri. “Riceve” solo chi ha veramente “donato”, non chi ha fatto con il proprio operare beneficenza.
Dobbiamo essere grati a Gabriele (il “nostro” Gabriele, non D’Annunzio n.d.r.) , per averci spinto ad intraprendere questo viaggio nel cuore della gente, ai Clubs, che hanno creduto in questa iniziativa, a chi ha contribuito con la sua impareggiabile opera e disponibilità a dare concretezza alle iniziative, con entusiasmo e determinazione.
Abbiamo particolarmente bisogno di queste energie positive, di questi “Angeli del service” (perdonatemi l’accostamento) per superare con fermezza e coraggio le difficoltà e le criticità che si possono presentare.
Una volta ancora, come accade (per fortuna!) sempre più spesso, sono stati banditi sontuosi banchetti, retaggio di un lionismo superato, non più attuale.
Unica eccezione, fortemente voluta, il pranzo offerto e servito, nel senso più letterale del termine, da Lions agli anziani soli di Genova e a persone che versano in situazioni di grave disagio economico e sociale.
Con il patrocinio dei Comuni delle varie città coinvolte, grazie all’appoggio delle Istituzioni, delle associazioni di categoria, dei media partner, di soggetti pubblici e privati, siamo scesi nelle piazze per “servire”, per testimoniare nei fatti la necessità di “dare” ai meno fortunati, per far conoscere il nostro modo di essere e di operare, il nostro ideale di cittadinanza solidaristica attiva.
Un unico obiettivo: raccogliere fondi da devolvere a favore dei disabili e degli alluvionati.
Anche in questa occasione abbiamo avuto il “Coraggio di sognare”, abbiamo dato ali alla speranza, abbiamo dimostrato a tutti che “Volare alto … Insieme si può”.
Fernando D’Angelo
FVDG Distretto 108 Ia2
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Redazionale per la Rivista Lions - 9 Gennaio 2012
Perché l’anno prossimo “dovrei fare” il Presidente!
In questi due anni, da Vice Governatore, ho avuto l’occasione di conoscere meglio i Clubs del Distretto, partecipando a numerosi Consigli Direttivi, parlando con soci, Presidenti e Vice Presidenti.
Quante volte, complimentandomi con il Vice Presidente per il futuro incarico da Presidente, mi sono sentito rispondere: “Io Presidente? No, figurati! ”.
Sono stati creati nuovi ed preziosi strumenti operativi quali il G.L.T., Global Leadership Team, e il G.M.T., Global Membership Team, abbiamo a disposizione efficaci modelli e programmi per i Clubs, come il C.E.P., Club Excellence Process, organizziamo a livello distrettuale corsi ai nuovi soci, per Lions Leader, ai Presidenti di Circoscrizione e di Zona, ai Presidenti e Vice Presidenti di Club (e molti altri), ma tutto ciò non è ancora sufficiente.

Mi rendo conto tuttavia che forse non siamo abbastanza incisivi, che non siamo ancora riusciti a spiegare quanto indispensabile sia dare continuità alle nostre azioni, che quanto facciamo oggi deve avere il suo seguito naturale nel domani, che non si deve sempre ricominciare dal principio, cancellare il passato. E’ giusto dare certezze al nostro futuro.
Ho ripetuto spesso che nella nostra Associazione una vera e propria svolta è stata l’elezione del II Vice Governatore e la creazione del DG Team, struttura snella, nella quale sono rappresentati con pari dignità i tre Governatori, che se funzionasse per come è stata concepita, determinerebbe la vera svolta nel Distretto. Proprio da questo organismo nasce, o meglio dovrebbe nascere, la continuità d’azione, la condivisione delle scelte e la definizione degli orientamenti. E’ vero che di esso possono far parte anche l’Immediato PDG, figura oramai divenuta secondaria, il GLT e il GMT Distrettuali, cosa sicuramente auspicabile e utile, ma non è il numero dei componenti a fare la differenza, bensì la volontà di effettivo cambiamento del modus operandi.
Forse, prima di “formare” i Vice Presidenti, che non sanno se faranno i Presidenti, bisognerebbe far capire che quando nel Club viene individuato un socio per un determinato incarico e se ne acquisisce la disponibilità, si sta tracciando la strada dei prossimi anni e del futuro del club.
Prima di “importare” nei Clubs una struttura analoga al DG Team, per creare concretamente le basi per la continuità, dovremmo uniformare i criteri di nomina del Consiglio Direttivo, così che il Vice Presidente, eletto dall’Assemblea, sia pienamente consapevole del compito e del ruolo che sarà chiamato a svolgere l’anno seguente.
Se è vero che la continuità d’azione nel Distretto è data dal DG Team, è altrettanto vero che nel club il Vice Presidente deve assumersi la responsabilità di essere il successore del Presidente sin dal momento della sua elezione, perché di elezione deve trattarsi, e deve impegnarsi, operando in sinergia col Presidente del Club, anche e soprattutto in vista del suo prossimo incarico.
Dobbiamo convincerci che l’anno lionistico non si apre il primo luglio e si esaurisce il 30 giugno successivo, che le scelte di oggi influiscono sul nostro domani. Dobbiamo, come dice il Governatore Gabriele Sabatosanti, “gestire il cambiamento”. Dobbiamo essere capaci di capire come meglio intervenire, per poter continuare ad affermare che siamo sempre la più grande associazione di servizio del mondo, perché il nostro servire sia sempre al passo coi tempi, soddisfi efficacemente i bisogni della comunità in cui viviamo, anticipandone il loro manifestarsi.
Solo allora, forse, l’affermazione in premessa “perché l’anno prossimo DOVREI fare il Presidente” diverrà “perché l’anno prossimo FARO’ il Presidente”.
Fernando D’Angelo
FVDG Distretto 108 Ia2
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"Volare alto ... Insieme si può" - 4 Novembre 2011
Mai avrei immaginato di dover scrivere un articolo sul disastro nello spezzino, nella Valle del Vara, nelle Cinque Terre.
Il tutto quando a Roma, alla riunione del 29 ottobre in cui GLT e GMT Distrettuali, esperti Multidistrettuali GMT/GLT, presenti tutti i 1° e 2° VDG, il Team Multidistrettuale, composto dal CC Naldo Anselmi e dai Coordinatori MD GMT Claudio Pasini e GLT Sandro Castellana, alla presenza del GMT Area Leader Federico Steinhaus, ho descritto, ancora scioccato e incredulo, quello che avevo visto percorrendo l’autostrada da Genova verso la Capitale.
Nei miei occhi le immagini di devastazione e morte osservate durante una sosta nello Spezzino, in particolare a Brugnato: capannoni e imprese sepolte dal fango e devastate dai detriti, lungo le strade e gli argini del fiume i segni inconfondibili della distruzione provocata dalle frane e dalla forza delle precipitazioni torrenziali che hanno travolto tutto, proseguendo nel loro inarrestabile cammino.
Nel mio intervento, da 1° VDG di un Distretto così gravemente ferito, ho ritenuto doveroso condividere con tutti i presenti il nostro grande dolore per paesi interi cancellati dalla furia delle acque, per attività commerciali completamente distrutte, per persone che in un attimo hanno perso tutto, hanno visto scomparire per sempre, in pochi secondi, il frutto di una vita di lavoro e fatica.

Guardando i volti dei tanti amici Lions presenti alla riunione, che ascoltavano le mie parole, sentivo nascere nel mio cuore la certezza che la richiesta di aiuto per le popolazioni colpite avrebbe trovato adeguata risposta.
Sono certo che i Lions di tutto il Multidistretto sapranno unirsi ed essere in prima linea, come così è sempre stato di fronte alle grandi calamità naturali che ormai sempre più spesso colpiscono il nostro pianeta.
Avrei tanto voluto che il mio resoconto terminasse così, ma purtroppo questo Venerdì 4 Novembre, mentre sto completandolo, prima di mandarlo alle stampe, da Genova, la mia città, ascolto notizie che sono ancor più drammatiche di quelle appena descritte.
Vedo attonito e incredulo, la televisione trasmettere in diretta immagini dei quartieri di Quezzi e Marassi dove sono esondati rispettivamente il rio Fereggiano ed il torrente Bisagno.
Di nuovo, a distanza di pochi giorni, si torna a parlare di alluvione, di allagamenti, distruzioni e di vittime innocenti.
Sento dalla finestra di casa mia le sirene spiegate delle macchine di servizio e di soccorso. Vedo lo sgomento, la disperazione, la paura di tante, troppe persone e nella mia testa il dolore delle genti del Levante ligure si confondono con quello dei miei concittadini.
La Spezia e Genova accumunate da un unico destino: la televisione locale Primocanale, che già tempestivamente ci aveva tenuti continuamente aggiornati su quanto stava accadendo nelle Cinque Terre, segue costantemente il tragico evolversi della situazione, informando e lanciando appelli a tutta la cittadinanza.
Il resto è ormai storia: in meno di 10 giorni 17 morti per il maltempo in Liguria, case ed attività commerciali distrutte, sono la cronaca di immagini incredibili, assurde per un paese che si definisce civile. Due giorni dopo c'è tanta indignazione e rabbia
Rabbia, a stento soffocata, di chi piange la perdita di un congiunto, di un familiare, di un figlio, rabbia di chi ha perso tutto, di chi si sente tradito ed umiliato.
C’è tuttavia tanta dignità, tanta voglia di reagire, di lasciarsi alle spalle il recente ricordo della tragedia, ma sarà impossibile superare l’indignazione delle persone maggiormente offese, che hanno la forte sensazione, quasi la certezza, che il disastro si poteva evitare, si poteva limitare nella sua portata, si doveva prevenire.
Genova e lo spezzino dicono grazie alle forze dell’ordine, grazie alla protezione civile, grazie alle associazioni, grazie a tutti i volontari che sin dalle prime ore successive al disastro, ancora con la pioggia che cadeva scrosciante, sono accorsi in silenzio ad aiutare indistintamente chi aveva bisogno.
Ora girando per le strade della mia città, si nota solo un grandissimo desiderio di cancellare quelle indimenticabili due ore maledette e si vuole a tutti i costi ricominciare a vivere la propria vita, guardando al futuro con speranza.
Adesso è il momento che LCI unisca le proprie forze.
Dobbiamo dare un chiaro segnale di cambiamento, dobbiamo fare in modo che gli eventi di questi giorni non si ripetano mai più.
Facciamoci pure carico di consentire il ritorno immediato alla normalità, ma dobbiamo soprattutto promuovere tutte quelle iniziative che impediscano il ripetersi di simili catastrofi.
Ben vengano gli aiuti concreti, ma non dobbiamo mai più essere complici di non indignarci abbastanza.
E’ giunto il momento di “Volare alto… (ed) insieme si può”.
1VDG Distretto 108 Ia2
Lion Fernando D’Angelo
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Discorso di Fernando D'Angelo per l'elezione a Secondo Vice Governatore , tenuto in occasione del Congresso Distrettuale - 8 Maggio 2010
Grazie Aldo, grazie Governatore per il tempo che mi è concesso.
Amiche ed amici Lions, delegati e congressisti, buon pomeriggio a voi tutti.
Nei giorni appena trascorsi ho pensato a lungo a cosa dire in questa circostanza, a come trovare le parole più adatte per far presa su voi tutti.
Curiosare su internet per trovare frasi fatte e ad effetto, ricorrere a concetti a noi familiari, magari citando il Codice dell’Etica, gli Scopi, la Mission, la Vision.
Niente di tutto ciò.
Eccomi qui: orgoglioso di far parte del L.C. GE Ducale, club d’eccellenza, sono pronto a servire il Distretto al suo massimo livello.
Perché fare questo, ci si potrebbe chiedere?
Semplice! Lo ha dichiarato recentemente a Cairo Montenotte con orgoglio, in occasione del Melvin Jones Day, il socio più rappresentativo del nostro Distretto, il PCC Lion Giorgio De Regibus e non perde occasione di scriverlo nella rivista Multidistrettuale, il più titolato Lions Italiano, il Presidente Emerito Pino Grimaldi:
E’ l’amore per il prossimo, è l’amore verso la nostra Associazione.
Quell’amore che nasce dal profondo dell’anima, che si insinua in te, quel sentimento irrazionale di autentica condivisione nella militanza.
Sono certo che sia Giorgio che Pino hanno profondamente amato e amano, sin dal primo giorno della loro appartenenza, i Lions e il Lionismo e non li hanno certo scoperti per caso nè solo ora.
Non è certamente la lunga militanza garanzia di autentico Lionismo.
Questa Associazione si ama da subito, dal primo giorno entra nella pelle, entra nella tua vita, fa parte di te e scandisce i ritmi della tua esistenza.
Non la scopri per caso.
Oggi voi delegati siete chiamati a votare, avete la possibilità di scegliere, fatto raro, tra gli altri, il 2° Vice Governatore Distrettuale.
Uno solo otterrà la maggioranza dei consensi e sono certo che questi sarà pronto a servire con rinnovato entusiasmo tutto il Distretto e a rappresentare tutti e 60 i Clubs del Distretto.
Non dovranno esserci però né perdenti né sconfitti: uno solo sarà e dovrà essere il vincitore, IL LIONISMO.
Ringrazio tutti per la fiducia che mi dimostrate e per l’entusiasmo che riuscite a trasmettermi.
Di una cosa oggi sono sicuro: il Lionismo è uno stile di vita e regola le azioni dei veri Lions.
Grazie per l’attenzione e a voi tutti il mio più cordiale saluto.
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